Nei distributori automatici c’è un vasto assortimento di frutta disidratata proposta tra gli snack benessere.
C’è chi sostiene che la frutta disidratata sia sana (insomma parliamo di frutta!), c’è chi sostiene che non si parli di altro che caramelle.
Andiamo con ordine: la frutta disidratata è frutta?
La risposta è sì, la frutta disidratata non è altro che frutta alla quale è stato tolto la maggior parte di contenuto di acqua, o naturalmente o tramite un processo di disidratazione.
Tra le più comuni troviamo:

  • L’uva
  • I datteri
  • I fichi
  • Le prugne
  • Le albicocche

Benefici e controindicazioni

La frutta disidratata contiene micro-nutrienti, fibre e antiossidanti. Infatti, il processo di disidratazione fa sì che i nutrienti siano più concentrati.

Secondo uno studio del 2005 del Journal of the American College in Nutrition, nell’uva passa e nei frutti rossi disidratati sono presenti il doppio degli antiossidanti presenti nella frutta fresca.

Ma allora cosa rende la frutta disidratata non sana?
Ad esempio, una tazza di mirtilli freschi contiene 4 gr di zucchero, mentre una tazza di mirtilli disidratati ne contiene ben 70 gr. Oltre a fare il pieno di antiossidanti si fa, purtroppo, anche il pieno di zuccheri.

La buona notizia è che altri frutti disidratati non contengono lo stesso apporto di zuccheri, e nei distributori automatici c’è una vasta scelta di mix!

Esempi di frutta disidratata sana:

  • Uva passa: ricca di fibre, vitamine e minerali
  • Prugne: ricche di fibre e potassio
  • Datteri: anch’essi una ricca fonte di potassio, un minerale essenziale che aiuta a costruire il muscolo e a regolarizzare la pressione sanguigna.

Concludendo…

La frutta disidratata può essere una gustosa fonte di vitamine e minerali essenziali per il nostro organismo, è necessario solo stare attenti ai livelli di zuccheri presenti all’interno del tuo mix da ufficio preferito.